I principi della “Green Chemistry”

Sempre più spesso, ormai, si sente parlare di “green chemistry” o “chimica verde”: ma di cosa si tratta esattamente? Tale concetto è un’idea relativamente nuova che si è sviluppata come naturale conseguenza delle sempre più numerose iniziative di prevenzione dell’inquinamento ambientale e dello sviluppo di sostanze tossiche dai processi industriali. E’ assodato, ormai, che dai progressi della scienza e della medicina nascono, allo stesso tempo, anche degli svantaggi (sebbene non intenzionali) per il pianeta e per l’uomo.
Il concetto di “chimica verde”, quindi, nasce per la prima volta dal chimico statunitense Paul T. Anastas, il quale enunciò nel 1991 i 12 principi della Green Chemistry*. Attraverso la messa in pratica di tali principi, da parte di chimici e ingegneri, è possibile mettere a punto procedimenti ecosostenibili non solo per la prevenzione dell’inquinamento ma anche per promuovere l’utilizzo, come materiale di partenza, di sostanze rinnovabili e scarti industriali, in modo da ridurre la domanda di risorse fossili e incrementare la crescita economica. 

*Anastas, P. T.; Warner, J. C. Green Chemistry: Theory and Practice, Oxford University Press: New York, 1998, p.30.

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