Norwegian wood: il cammino introspettivo di Haruki Murakami

La prima impressione all’inizio della lettura di questo romanzo è sicuramente quella di una fluidità nello scrivere ed una leggerezza nel descrivere argomenti drammatici che, a mio avviso, rappresenta una delle caratteristiche più notevoli di Murakami.Il protagonista Toru Watanabe, divenuto ormai adulto, racconta in prima persona gli eventi più significativi che hanno dipinto la sua adolescenza, intraprendendo un cammino introspettivo sul significato dell’esistenza. Il trascorrere dei suoi giorni è costantemente dettato dal nascere e progredire dell’amore per due ragazze, Naoko e Midori, radicalmente diverse ma in grado di segnare la sua vita in maniera profonda. L’incessante ricerca di un equilibrio interiore si snoda attraverso i tribolati anni universitari del giovane protagonista, i cui fortuiti incontri saranno fatidici e costituiranno quel punto di partenza da cui egli stesso indagherà nei meandri del suo essere. Il susseguirsi degli eventi, privo di una particolare enfasi riguardante la trama ma condito da descrizioni piuttosto brevi, a tratti molto dirette e senza mezzi termini, costituisce il filo conduttore del romanzo attraverso cui il lettore si immerge nelle mistiche, malinconicamente velate, atmosfere giapponesi degli anni Sessanta. Ogni personaggio regalerà al protagonista una nuova consapevolezza di sé, attraverso un percorso di crescita interiore in cui l’amore e l’apparente incapacità di dare un senso alle proprie scelte tingeranno la sua vita di colori inaspettati e dalle diverse sfumature. Solo la rielaborazione del dolore, guardando in faccia le proprie paure e affrontando la solitudine, porterà il giovane ragazzo a raggiungere una maggiore maturità interiore, anche quando è la vita, spesso, a scegliere per noi.

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