L’acido lipoico, “l’antiossidante universale”

L’acido lipoico (LA) è sicuramente una molecola dotata di grande versatilità sia dal punto di vista chimico che biologico. La sua funzione per eccellenza è quella di antiossidante: tale molecola, infatti, è capace di agire da radical scavenger, da chelante di metalli, da rigeneratore di antiossidanti endogeni e di influire, inoltre, sull’espressione genica. Queste sue prerogative hanno aperto le porte ad un vasto utilizzo dell’acido lipoico in campo farmaceutico: sono numerose, infatti, le industrie che producono attualmente integratori a base di tale sostanza per combattere i radicali liberi e, di conseguenza, l’invecchiamento. Dal punto di vista biologico, la molecola in oggetto è un importante cofattore enzimatico nella respirazione aerobica mitocondriale; ma cos’è che la rende tanto interessante agli occhi dei ricercatori? Una delle sue peculiarità principali, innanzitutto, è la capacità di oltrepassare la barriera ematoencefalica e concentrarsi nel fluido cerebrospinale grazie alla spiccata lipofilia [1]; allo stesso tempo, il peso molecolare relativamente basso e la contemporanea presenza sia di un gruppo carbossilico che di una catena idrocarburica nella sua struttura chimica, lo rendono solubile in soluzioni acquose ed oleose. Quest’ultima caratteristica, insieme al pronto assorbimento per via orale, ha ispirato alcuni studiosi che hanno definito l’acido lipoico come “l’antiossidante universale” [1]. Grazie al suo vasto ventaglio di proprietà, i potenziali utilizzi in campo terapeutico sono molteplici: numerosi studi, infatti, sono attualmente in corso per quanto riguarda il diabete, l’avvelenamento da metalli pesanti, il danno da radiazioni, le infezioni da HIV e le malattie neurodegenerative.

Bibliografia:

[1] L. Packer, E. H. Witt, H. J. Tritschler, Free radical biology and medicine, 1995, 19, 227-250

acido-alfa-lipoico2

La mia tesi di Laurea

Sintesi e valutazione dell’attività biologica di un nuovo bis-derivato dell’acido lipoico quale potenziale agente neuroprotettivo

Le malattie neurodegenerative sono caratterizzate dalla morte di cellule nervose del cervello e del midollo spinale, comportando perdita di funzionalità e disfunzioni sensoriali. E’ stato dimostrato come tali patologie siano accomunate da alcuni fattori eziologici, tra cui: stress ossidativo e produzione di radicali liberi, disomeostasi di metalli, misfolding e aggregazione proteica, disfunzioni mitocondriali. Considerando in particolar modo i primi due fattori, la mia tesi ha riguardato la progettazione e sintesi di un nuovo bis-derivato dell’acido lipoico ottenuto coniugando lo stesso con la 8-idrossichinolina. Sono state combinate, in questo modo, le attività antiossidante, chelante e neuroprotettiva di entrambe le molecole in modo da potenziare la loro attività. Tale derivato, quindi, potrebbe potenzialmente rallentare o interrompere la progressione della patologia, fornendo una fonte di tioli, largamente compromessi nella aree cerebrolese in tali patologie e agenti chelanti, in grado di catturare la over-produzione degli ioni metallici Fe2+, Cu2+ e Zn2+. Tale composto si è rivelato superiore ai singoli costituenti (LA/HQ) sia per l’attività antiossidante sia per quella neuroprotettiva. Esso ha mostrato, in cellule di neuroblastoma umano, proprietà neuroprotettive nei confronti del danno causato da H2O2 attraverso un meccanismo che coinvolge, probabilmente, l’attivazione di cascate di segnali antiossidanti e/o la rimozione di radicali liberi. Studi su colture di cellule neuronali, inoltre, hanno confermato che LA-HQ-LA agisce da potente agente neuroprotettivo nei confronti della neurotossicità indotta dalla 6-OHDA a tutte le concentrazioni testate.

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