La Notte Europea dei Ricercatori…oltre i confini della scienza

10629400_10152794316593489_1226788152183562838_o

Il 26 settembre 2014 si è tenuta, presso l’Aurum di Pescara, la Notte Europea dei Ricercatori. Lo scopo principale di tale iniziativa è stato quello di avvicinare e sensibilizzare ai temi della ricerca una porzione piuttosto varia di pubblico (dalle scolaresche di ogni ordine e grado, accompagnate dai rispettivi docenti, alle famiglie). L’evento è stato organizzato dal comune di Pescara con la collaborazione dell’Università “G. d’Annunzio” . Questi gli ambiti e le discipline principali su cui l’evento è stato incentrato: Archeologia, Biochimica, Chimica, Farmacia, Fisica, Geologia, Geologia Planetaria, Ignegneria, Istologia e Sismologia. L’evento ha riscosso enorme successo data la grandissima presenza di bambini e ragazzi che, con la loro curiosità ed il loro entusiasmo nel porre le domande, hanno contribuito a rendere divertente e costruttiva la giornata. Perché non bisogna dimenticare che la chimica non è solo formule ed esperimenti, la chimica è in tutto ciò che ci circonda.

La Notte Europea dei Ricercatori

 

 

Perché si soffre per amore?

Chi non si è mai chiesto perché a seguito di una delusione amorosa si soffra così tanto!? La risposta è molto semplice e va individuata nella cosiddetta “molecola del mal d’amore”. Tale molecola è stata scoperta e osservata per la prima volta da Oliver Bosch, dell’Università di Regensburg (Germania), eseguendo alcuni esperimenti realizzati su maschi di “arvicole di prateria” particolarmente legati al loro “rapporto di coppia”. I risultati di questi studi sono stati poi pubblicati sulla rivista specializzata “Neuropsychopharmacology”. I ricercatori, nello specifico, hanno tentato di separare l’arvicola dal partner notando, nell’animale, dei comportamenti “depressivi” più marcati rispetto alle reazioni conseguenti, ad esempio, l’allontanamento dai suoi parenti. In tal modo si è scoperto che nel cervello dell’arvicola, in particolare nei circuiti delle emozioni, risultva incrementato il fattore di rilascio della corticotropina che andava a determinare la genesi di queste emozioni. Gli esperti hanno verificato anche il caso opposto, appurando che andando a bloccare la molecola, i “sintomi” di abbandono spariscono e dimostrando come sia proprio la diffusione di corticotropina ad esserne la causa. La “molecola del mal d’amore” è presente anche negli esseri umani ed ha un ruolo fondamentale perché è lei la “colpevole” del dolore provocato da una delusione sentimentale.